ANTI - Associazione Nazionale Tributaristi Italiani

 

CFE

Cartella ANTI SULLA STAMPA ARCHIVIO

pdf Il Sole 24 ore del Lunedì - Franco Gallo - Quel tributo all’uguaglianza 2/11/2015

La grave crisi economicofinanziaria che stiamo vivendo, associata ai sempre più numerosi fenomeni corruttivi, ha indubbiamente spiazzato i fautori dello Stato minimo e ha imposto la necessità di uno Stato più redistributore e più erogatore di servizi sociali ispirato nella sua azione ai grandi valori etici e di moralità collettiva. Non so se ciò sia stato frutto di una scelta consapevole tra interventismo e liberismo, tra Stato e mercato, e non invece del fatto che nell’attuale contingenza le politiche interventiste keynesiane possono dare più immediati risultati e, perciò, sono in concreto preferibili agli entusiastici piani di deregolamentazione e privatizzazione sottoscritti nel 2009 anche dai governi europei nella cosiddetta Agenda di Lisbona.
Qualunque sia la causa del recupero dell’azione statale, sta di fatto che, se ciò non avvenisse, il continuo aumento delle distanze sociali (per livello di reddito, di consumo e di patrimonializzazione) finirebbe col generare l’opposto dello stato di diritto e dello stato sociale, e cioè gerarchia e autoritarismo e, soprattutto, sospetti: il sospetto che altri più rapaci e più spietati sfruttino com’è avvenuto spesso in Italia con
maggiore efficacia le zone d’ombra delle regole per trarne vantaggi personali; il sospetto che i più ricchi finiscano per ottenere vantaggi più grandi senza contribuire alla crescita.

Non possiamo, perciò, non sentire istintivamente, in questi momenti di crisi, l’importanza dell’intervento pubblico diretto ad arrestare la spirale delle disuguaglianze e l’involuzione dello stato sociale. Questo passaggio è cruciale: se ci sono disuguaglianze endemiche, la loro riduzione deve essere al primo posto tra gli obiettivi etici di politica economicosociale che lo Stato deve perseguire nel rispetto dei diritti fondamentali dei
suoi cittadini. Come dice Tony Judt, la disuguaglianza è la vera patologia dell’epoca, è una grave minaccia al buon funzionamento di ogni democrazia, è la perdita del senso di fratellanza e della coesione sociale.
È in questo contesto che il tributo si rivela, al pari e più della spesa, un indispensabile strumento di attuazione del principio di uguaglianza. Ordinate politiche distributive che premino i più svantaggiati e gravino gli avvantaggiati limitano certamente le risorse di alcuni a beneficio di altri. Se, però, esse hanno come effetto di medio e lungo periodo di proteggere i più vulnerabili, migliorare la salute del Paese, ridurre le tensioni sociali,
incrementare e livellare l’accesso di tutti a servizi fino a quel momento riservati a pochi, non può negarsi che lo Stato che ha raggiunto questi obiettivi garantisce più equità, più sicurezza sociale e, quindi, più uguaglianza e maggior rispetto di sé ai propri cittadini.
Il tributo, insomma, non è un premium libertatis o solo l’altra faccia negativa del costo dei diritti. In un mondo disuguale quale il nostro, è soprattutto lo strumento non repressivo che uno Stato non meramente amministrativo ha a disposizione per correggere le distorsioni e le imperfezioni del mercato a favore delle libertà individuali e collettive e a tutela, appunto, dei diritti sociali. Esso limita la libertà, i diritti proprietari e le stesse potenzialità economiche dell’individuo, e in ciò sta indubbiamente un sacrificio individuale; per aumentare però la libertà stessa e il godimento dei diritti, e in ciò sta la sua funzione promotrice nell’ottica sia dell’equo riparto che dell’etica della responsabilità.
È sull’uguaglianza a seconda delle opinioni, uguaglianza di risorse e di opportunità ovvero di capability che
si fondano, in ultima analisi, la legittimità etica dello Stato sociale e la sua funzione mediatrice e distributiva. E se per uguaglianza si intende – come si deve intendere – l’eguale interesse che lo Stato deve avere per ogni cittadino da cui pretende il rispetto delle leggi, va da sé che la sua legittimità non dipende altro che dalla eguale cura che, attraverso le leggi medesime, esso mostra per la sorte e le libertà di ciascuno dei suoi cittadini e, di conseguenza, dal suo trattarli come eguali e con uguale rispetto. E per fare ciò e far acquisire e mantenere ai cittadini medesimi i necessari autorispetto e dignità e un’eguale dose di libertà e di chances, esso Stato è autorizzato a porre, sul fronte sia del reperimento delle risorse che della destinazione delle spese, una serie di “costrizioni” legali alla distribuzione della ricchezza nazionale e alla fruizione in regime concorrenziale dei diritti patrimoniali; costrizioni che trovano un limite solo in altri diritti e principi fondamentali inviolabili, primi fra tutti i principi corollari di quelli di uguaglianza e solidarietà di razionalità, coerenza, congruità e capacità contributiva.

Sul piano etico, giustizia o ingiustizia nella tassazione dovrebbe, perciò, significare giustizia o ingiustizia in quel sistema “convenzionale” di diritti proprietari ed economici quale risulta dal regime legale di tassazione. Il che equivale a dire, più semplicemente, che questi diritti dovrebbero essere riconosciuti, tutelati e garantiti nel loro nucleo essenziale come imprescindibili e naturali strumenti dell’autonomia privata, ma nel contempo dovrebbero essere anche bilanciati, conformati e intrecciati con regole e leggi disegnate dallo Stato per assicurare altri diritti, altri valori e altre forme di ricchezza immateriali, come il benessere e la giustizia sociale, la sicurezza delle aspettative e la promozione dello sviluppo.
Cosa sarebbe, del resto, la società nei Paesi a capitalismo responsabile se si ragionasse esclusivamente in un’ottica di autoreferenzialità del mercato e in termini solo di stato minimo, di prevalenza (e non di bilanciamento) dei diritti proprietari rispetto a quelli sociali? E, soprattutto, quale situazione sociale avremmo oggi e di quale libertà godremmo se, attraverso l’intervento pubblico regolatore, non si promuovesse l’equità di quello che gli economisti chiamano lo “scambio fiscale” e non si garantissero, insieme ai diritti proprietari, anche i cosiddetti diritti “presi sul serio”, e cioè i diritti di libertà dai bisogni essenziali, su cui tanto hanno scritto Holmes, Sunstein e Berlin?
È su questi presupposti etici e giuridici che, nell’era contemporanea, i governi dovrebbero edificare tanto i sistemi fiscali da applicare nel mondo reale quanto le politiche sociali della spesa. In ogni caso, si dovrebbe evitare che apprezzabili strategie fiscali dirette alla riduzione del gettito siano adottate solo per «affamare la bestia», e cioè per contrarre drasticamente la spesa pubblica anche sul fronte cruciale ai fini della
realizzazione di una moderna welfare community della demografia, della sanità e della sicurezza. La spesa pubblica va senza dubbio contenuta, riqualificata e razionalizzata, ma solo perché eccessiva e inefficiente e non perché lo impone la previa strumentale riduzione della pressione fiscale. Naturalmente anche questa è eccessiva e perciò va ridotta, ma in dipendenza della riduzione della spesa, della sua ripartizione e del
recupero dell’evasione.

pdf Il Sole 24 ore del Lunedì - Gianni Marongiu - Sulla bilancia del consenso le tasse «legate» alle spese 2/11/2015

Per approfondire il tema del profilo etico dei tributi servirebbe un teologo o un filosofo oppure uno studioso di morale. Cionondimeno, da giurista, non mi sottraggo a questo compito perché mi colpisce il fatto che, nella nostra Costituzione, compaiono termini che hanno una valenza e un significato vuoi etico vuoi giuridico. Mi riferisco alle locuzioni di «dignità», di «fedeltà», di «solidarietà» che, peraltro, ove si guardi anche al Codice civile, non sono una novità in un testo giuridico.
Ebbene, l’articolo 53 della Costituzione statuisce che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva e soggiunge che il sistema tributario italiano è informato al criterio della progressività.
È la formulazione moderna di uno dei più importanti doveri di solidarietà economica e sociale sanciti dall’articolo 2 della Carta e segna la definitiva sconfitta della dottrina tedesca che, a cavallo dei secoli XIX e XX, insegnava che l’obbligo a pagare le imposte è pari al dovere di servire la patria in armi. Il riferimento a «tutti» e il verbo «concorrere» si riferiscono (non a una patria che per i cittadini è sacro dovere difendere)
ma a una comunità nella quale “regnicoli” e stranieri devono far fronte agli oneri della convivenza e della fruizione dei servizi pubblici.
Locuzione tanto più felice di altre Costituzioni (tutti sono tenuti a pagare le imposte) perché, con grande trasparenza, indica ai governanti e ai governati che il consenso va riferito alle entrate e alle spese: Quintino Sella, a un deputato che si vantava di non avere mai votato nessuna delle sue imposte, replicò «ma Lei, onorevole, ha acconsentito a tutte le nostre spese».
D’altro canto, proprio il riferimento alla progressività (nel secondo comma dell’articolo 53) «deve essere inteso come ulteriore svolgimento, nello specifico campo tributario, del principio di uguaglianza collegato al compito di rimozione degli ostacoli economicosociali esistenti alla libertà e alla uguaglianza dei cittadinipersone umane» (così la Corte costituzionale nelle sentenze n. 34 del 2000 e n. 155 del 2001).
Ma il richiamo della progressività pone un ulteriore quesito e cioè fino a quale punto essa può spingersi e, in buona sostanza, quale sia l’obiettivo finale. Al riguardo, nonostante la formulazione del precetto va fugato il dubbio che esso sia il risultato di una contrapposizione politica e ideologica tra chi (i buoni) la progressività la voleva e chi (i cattivi) non la desiderava, perché la riflessione sulla progressività e soprattutto l’istituzione di tributi progressivi si collocano, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, in Stati capitalistici, alcuni liberali e altri più conservatori, quali l’Italia, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e l’AustriaUngheria.
Essa, e cioè la sua lettera, è piuttosto figlia della consapevolezza che non tutti i tributi possono essere progressivi (ecco il riferimento al “sistema”) e del dubbio, manifestato trasversalmente anche in Assemblea costituente, che le imposte progressive possano essere, di per sé, redistributrici di ricchezza.
Ma la stessa formulazione coerenziata con il primo comma (si contribuisce in ragione della propria capacità contributiva) indica che il prelievo del tributo, di ciascun tributo, non può essere per l’intero. Deve essere parziale perché solo la parzialità garantisce al contribuente, una volta soddisfatti gli obblighi tributari, la garanzia di un reddito liberamente disponibile. In altre parole, se è incontestabile la doverosa esclusione dal
prelievo dei redditi più modesti, del cosiddetto minimo vitale (sentenza della Corte costituzionale n. 97 del 10 luglio 1968), da applicarsi, ben si intende, a tutti (e questo è già un limite obiettivo alla scala delle progressività) non a questo solo possono ridursi i limiti posti al potere impositivo.
Significativamente l’articolo 36 della Costituzione statuisce che «il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa» (sulla dignità si veda A. Barak, Human Dignity. The Constitutional Value and the Constitutional Right, Cambridge, 2015).

E un’esistenza libera e dignitosa va ben al di là del minimo vitale e sta a significare che la nostra Costituzione non è, incoscientemente, egualizzatrice e mortificatrice della vita, delle iniziative, dei successi di ciascuno di noi: l’obiettivo assegnato al legislatore non è, per dirla con Olof Palme, la lotta alla ricchezza, ma alla povertà, non è l’uguaglianza ma l’autosufficienza. E l’obiettivo è la lotta alla povertà, e a una sempre maggiore autosufficienza proprio perché l’articolo 3, comma 2, della Costituzione statuisce che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».
Lo scriveva Luigi Einaudi, nel 1956: «Occorre andare incontro alle esigenze di sicurezza della maggior parte degli uomini ma a condizione che sia serbata in vita la minoranza di uomini disposti a vivere incertamente, a correre rischi, a ricevere onorari invece di salari, profitti invece di interessi» (Luigi Einaudi, In lode del profitto, 1956, in Prediche inutili, Torino, Einaudi, 1959).

pdf Il Sole 24 ore del Lunedì - Studiosi a confronto tra etica e diritto 2/11/2015

«Etica fiscale e fisco etico» è il bel titolo del convegno organizzato in occasione del 33° congresso nazionale dell’Anti (l’Associazione nazionale dei tributaristi, costituita nel 1949 sotto gli auspici dell’allora ministro delle Finanza, Ezio Vanoni) che si è svolto ad Ancona.
L’idea curata dal responsabile del comitato scientifico dell’Anti, Francesco Moschetti muove dalla considerazione che l’articolo 53 della Costituzione non richiede solo l’etica fiscale al contribuente, ma anche l’etica comportamentale all’ente che impone il tributo.
Il convegno ha quindi consentito di mettere in luce l’interdipendenza fra i due aspetti e la possibile violazione del patto costituzionale su entrambi i versanti. Lo Stato deve dimostrare che i suoi poteri (legislativo, amministrativo, giudiziario) sono improntati all’etica: solo così il cittadino diventa consapevole dei suoi doveri e dei suoi diritti.
I lavori sono stati aperti dal vicepresidente nazionale dell’Anti, Riccardo Albo, e introdotti dalla relazione di Franco Gallo, presidente emerito della Corte costituzionale.
Due le sessioni di lavoro. La prima “Doveri e diritti del contribuente” ha visto come relatori Gianni Marongiu (presidente dell’Anti), Francesco Moschetti, Lorenzo Del Federico, Salvatore Sammartino, Stelio Mangiameli e Giuseppe Zizzo.
Alla seconda sessione “Funzioni e responsabilità della parte pubblica” sono intervenuti Gilberto Muraro, Gaetano Ragucci, Massimo Basilavecchia, Marco Versiglioni, Andrea Carinci e Ivo Caraccioli.
Gli articoli di Franco Gallo e Gianni Marongiu sono una sintesi degli interventi al convegno, predisposta dagli stessi autori.

pdf Un giorno di fisco ad Ancona

Comunicato stampa

 

Un giorno di… fisco ad Ancona

 

Venerdì 9 ottobre, con il 33º congresso nazionale dell’ANTI-Associazione nazionale tributaristi italiani sul tema Etica fiscale e fisco etico, Ancona diverrà la capitale italiana delle tematiche di etica fiscale.
L’appuntamento, che vede come partner attivi la Banca Popolare di Ancona e il Gruppo Sole 24 Ore, si svolgerà alla Mole Vanvitelliana e sarà ospitato dalla Sezione Marche-Delegazione Abruzzo dell’associazione, presieduta da Massimiliano Tasini: dunque un’occasione importante per il capoluogo marchigiano.
Infatti Ancona, grazie all’ospitalità fornita a un congresso di grande rilevanza scientifica e all’afflusso in città di oltre 250 persone, avrà l’occasione di promuovere la propria immagine nei confronti di persone di elevato livello professionale, quali sono i soci ANTI (accademici, avvocati, commercialisti, magistrati tributari e notai) che interverranno anche con i loro accompagnatori.
“La scelta dell’ANTI di svolgere ad Ancona il suo congresso nazionale è un valido riconoscimento alla Sezione Marche-Delegazione Abruzzo, che da oltre 30 anni si batte perché siano rispettati i principi della Carta Costituzionale, che richiede l’etica fiscale al contribuente ma anche l’etica comportamentale all’ente che esige il tributo. Insomma, pagare le imposte è un dovere etico, purché siano eque,” dice Riccardo Albo, vice presidente nazionale e socio della Sezione Marche.
In sostanza, il Congresso nazionale ANTI, che si era già tenuto ad Ancona nel 1995, esattamente 20 anni fa, sarà sia un momento statutario, sia occasione di approfondimento, di confronto di pensieri e opinioni per conoscere meglio l’evoluzione del diritto tributario italiano e suggerire al Parlamento e al Governo come migliorare le norme nell’interesse generale.
Tra gli intervenuti, coordinati da Salvatore Padula, vice direttore de Il Sole 24 Ore, ci saranno: il presidente nazionale ANTI Gianni Marongiu (‘padre’ dello Statuto del contribuente); Franco Gallo, presidente emerito della Corte Costituzionale; Mario Cavallaro e Giuseppe Caracciolo, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria; Donatella Gobbi, Segretario dell’Associazione Magistrati tributari; Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate; Viktor Uckmar, avvocato tributarista, ordinario di Diritto tributario in varie università, tra cui Macerata; il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti e l’assessore regionale alla tutela dei consumatori Manuela Bora, ambedue commercialisti.


Con preghiera di massima cortese diffusione

Ancona, 6 ottobre 2015

pdf NORME E TRIBUTI - Il Sole 24 Ore 15/5/2015

NORME E TRIBUTI - 15 MAGGIO 2015 - Il Sole 24 Ore

 

Delega fiscale. I commercialisti al Senato

Ridurre il ricorso ai nuovi termini

 

ROMA
Ridurre il ricorso al raddoppio dei termini di accertamento anche quando è la Procura o un altro soggetto terzo a segnalare un reato tributario. Prevedere maggiori dettagli dell’onere di motivazione nel caso in cui il Fisco contesti l’abuso del diritto. Mentre sul fronte del ruling internazionale e del nuovo interpello per investimenti sarebbe opportuno prevedere limiti temporali di retroattività sull’obbligo di invio della documentazione. Per la fatturazione elettronica, invece, potrebbe scattare il blocco agli accertamenti analitico-induttivi sulla base di presunzioni semplici nei confronti dei soggetti che garantiranno la tracciabilià dei pagamenti ricevuti ed effettuati. 
Sono solo alcune delle indicazioni proposte dal Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili nel corso dell’audizione di ieri in commissione Finanze al Senato sui tre decreti attuativi della delega fiscale. Oltre ai commercialisti sono stati auditi anche i rappresentanti dell’Anti e quelli dell’Ancot (Associazione dei consulenti tributari) che, sulla fatturazione elettronica, hanno proposto l’introduzione sia di un credito d’imposta per i contribuenti che vorranno investire nell’aggiornamento tecnologico delle macchine, sia «di una soglia per la tracciabilità che non potrà riguardare la totalità delle operazioni poste in essere». 
Il tema più caldo dei decreti attuativi trasmessi dal Governo al Parlamento il 29 aprile scorso resta quello dei nuovi limiti introdotti al raddoppio dei termini dell’accertamento. Per il presidente dei commercialisti, Gerardo Longobardi, questi limiti andrebbero ora estesi anche ai casi in cui la notizia di reato provenga nei termini di decadenza dell’accertamento non solo dall’Agenzia, come prevede la norma proposta dal Governo, ma anche quando arrivi da «da soggetti diversi (pubblici ufficiali), o sia emersa nel corso delle indagini della Procura o della polizia giudiziaria». Non solo. Sulla decorrenza della nuova disciplina, per i professionisti andrebbe ripristinata la versione del 24 dicembre scorso secondo cui vanno fatti salvi gli effetti degli atti di controllo (e non degli atti impositivi notificati , come prevede lo schema depositato in Parlamento) divenuti definitivi alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Questa modifica, secondo Longobardi, rispetterebbe maggiormente il principio del favor rei. 
Oltre alle modifiche i commercialisti hanno ribadito comunque la necessità di arrivare in tempi brevi a una norma definitiva del raddoppio dei termini per far decollare una volta per tutte l’operazione voluntary disclosure. La misura, infatti, comporterà automaticamente la neutralizzazione, ai fini del rientro dei capitali, dei periodi di imposta anteriori al 2010, in quanto gli eventuali reati tributari commessi dal 2006 al 2009 non potranno far scattare il raddoppio dei termini, in assenza di una denuncia penale giunta entro il 31 dicembre scorso. 
Sull’abuso del diritto i commercialisti hanno proposto una lunga serie di modifiche. Tra queste spicca l’integrazione dei contenuti con cui il Fisco è tenuto a contestare condotte prive di sostanza economica. Tra i maggiori dettagli richiesti: la prova dell’illiceità dell’operazione, nonché la quantificazione del risparmio/vantaggio d’imposta. Inoltre andrebbero considerate economicamente vantaggiose e non prive di sostanza economica non solo le operazioni in cui il vantaggio è immediato, ma anche quelle in cui i vantaggi sono «prospettici» nel tempo. 

pdf R. Lunelli - Paradiso dei furbi inferno degli onesti - Il Friuli Business ottobre 2014

I tributi devono essere consi­derati non solo un'indispen­sabile entrata per l'Erario, ma anche un valido strumento di sviluppo economico e socia­le. Forse ce lo siamo dimentica­ti tutti, politici e contribuenti.

A ricordarcelo è uno dei più prestigiosi tributaristi italia­ni, l'udinese Roberto Lunelli, recentemente confermato al vertice dell'associazione nazio­nale della categoria in qualità di vicepresidente vicario, che in­dica la strada da percorrere: già i primi passi potrebbero porta­re notevoli benefici al sistema imprenditoriale e all'auspicata crescita del Paese.

  

In allegato il testo completo dell'intervista.

pdf Delegazione tedesca a Roma 29/9/2014

Il 26 settembre 2014, proseguendo il proficuo scambio di rapporti ed esperienze con colleghi professionisti in materia fiscale di altri paesi europei, si è svolto a Roma un interessante, quanto costruttivo incontro tra una delegazione di commercialisti tedeschi, che operano nella Regione nord della Germania (Amburgo), ed esponenti dell’ANTI.
Tale incontro, segue quello che ha recentemente visto il confronto con la Delegazione della Camera dei Commercialisti russi, membri della Confederation Fiscale Europeenne.
La Delegazione tedesca, in rappresentanza della “STEUERBERATERCAMMER SCHLESWIG-HOLSTEN” , era
guidata dal Presidente Arndt Neuhaus e dai due Vice Presidenti Boris Kurczinski e Peter Zimmert, e composta da undici professionisti.
Mentre, per l’ANTI, erano presenti: il Presidente della Sezione Lazio: il prof. Francesco Rossi Ragazzi; il Segretario Generale: il Dott. Pietro Mastrapasqua; il Tesoriere Nazionale: il Rag. Giuseppe Barranco di Valdivieso e l’Editor della Rivista dell’ANTI “NEOTERA”, l’Avv. Claudio Berliri.
Ha aperto i lavori il Prof. Rossi Ragazzi illustrando – con un lungo e dettagliato intervento- la struttura, l’attività, ed il ruolo, che svolgono in Italia i “Dottori e Ragionieri Commercialisti”, nonchè quello svolto dai “Revisori Legali dei Conti”.
E’ stata quindi la volta dell’Avv. Berliri, il quale, dopo aver brevemente tratteggiato gli aspetti salienti del contenzioso tributario in Italia, ha rinviato gli approfondimenti in materia, alle puntuali risposte ai quesiti posti dai colleghi tedeschi.Il Dott. Mastrapasqua ed il Rag. Barranco, dopo aver presentato
la struttura e i programmi dell’ANTI, e aver messo in evidenza la qualità dei professionisti, commercialisti, avvocati, notai, magistrati e pubblici funzionari associati all’ANTI, si sono, a loro volta, impegnati nel rispondere ai vari quesiti che venivano emergendo nel corso dell’incontro, dando cosi spunto ad un
ampio esame complessivo, sia della situazione generale che, in particolare, di quella della organizzazione strutturale della professione di consulente fiscale nei rispettivi Paesi e nell’ambito dei relativi Ordini Professionali.
La reciproca ed aperta disponibilità dei presenti, infine, ha permesso, di sviluppare -in chiusura dei lavori- anche una analisi critica sulle rispettive professioni e sui riflessi sullo sviluppo e l’armonizzazione della professione in Europa.

pdf Convegno annuale ANTI 2014 12/9/2014

COMUNICATO


A conclusione del Convegno Annuale, che si è tenuto a Riva del Garda in occasione dei sessantacinque anni dalla costituzione dell’ A.N.T.I. l’“Associazione Nazionale Tributaristi Italiani”, si è tenuta l’Assemblea Ordinaria per l’elezione del nuovo Consiglio Nazionale.


Alla Presidenza è stato eletto il Prof. Gianni MARONGIU, che succede così al Prof. Mario BOIDI, che ha ricoperto tale responsabilità per oltre venti anni, e che è stato ora chiamato alla carica di “Presidente Emerito” dell’Associazione.


Alla carica di Vice-Presidente sono stati eletti: il Dott. Roberto LUNELLI (Presidente Vicario), il Dott. Riccardo ALBO e l’Avv. Pasquale IMPROTA.


Il nuovo Segretario Generale dell’Associazione è il Dott. Pietro MASTRAPASQUA.

 

Roma 15 settembre 2014

pdf Audizione ANTI al Senato 24/7/2014

COMUNICATO


Audizione dell’ANTI presso il SENATO DELLA REPUBBLICA
del 24 luglio 2014


SENATO DELLA REPUBBLICA: VI Commissione Finanze e Tesoro
Presidente: Senatore Mauro Maria Marino

 


“Indagine conoscitiva”

 

L’Audizione della delegazione dell’ANTI, guidata dal Presidente Mario Boidi, ha avuto luogo
il 24 luglio 2015 alle ore 14,30.

pdf Comunicato stampa - ANTI incontra i componenti della “Chamber of Tax Advisers” 31/3/2014

Lunedì 31 marzo 2014, si è svolto a Roma un interessante e costruttivo incontro / dibattito tra una qualificata Delegazione russa, composta dalla direttrice e da sette componenti della “Chamber of Tax Advisers”, con i rappresentanti dell’ A.N.T.I.
All’incontro, nato da una specifica richiesta dei fiscalisti russi, hanno partecipato, per l’ANTI, il Vice Presidente Nazionale Berliri, con il Tesoriere Barranco ed il Prof. Valente.
Hanno fatto gli onori di casa, il Presidente della Sezione Lazio Rossi Ragazzi e il Tesoriere Mastrapasqua.
Ha aperto i lavori l’avv. Berliri, il quale, dopo una breve esposizione dedicata alla storia ed alle attività dell’ANTI -che proprio quest’anno compie i sessantacinque anni di vita-, ha messo in evidenza la struttura del sistema fiscale italiano, delle imposte dirette ed indirette, nonché del contenzioso tributario.
Il Prof. Rossi Ragazzi ha brillantemente illustrato l’organizzazione in Italia dei consulenti fiscali, composta da Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (ODCEC) e da Avvocati che hanno specializzato la propria professione in quella di legale per la consulenza tributaria e naturalmente i reati tributari, precisando
attività e regole professionali.
Da parte loro i Rappresentai della Camera Russa dei Consulenti Fiscali hanno svolto singolarmente le presentazioni particolareggiando le caratteristiche dell’ ambiente in cui vivono, distinguendo i settori economici che lo caratterizzano.
Si è svolto così un dialogo tra professionisti italiani e russi sulle esperienze comuni.
I Rappresentati della Camera dei Consulenti Fiscali, si sono informati dettagliatamente sul sistema Italiano e sulle esperienze dei presenti. Poiché la Delegazione russa comprendeva anche dei consulenti fiscali avvocati, il dialogo è stato particolarmente interessante e proficuo per ambo le parti.
Abbiamo anche appreso che in Russia c’è molta attenzione verso gli investimenti Italiani particolarmente nel settore turistico e la Delegazione italiana, anche in questa area, ha collaborato.

pdf Audizione ANTI al Senato 5/2/2014

COMUNICATO


Audizione dell’ANTI presso il SENATO DELLA REPUBBLICA
del 5 febbraio 2014


SENATO DELLA REPUBBLICA: VI Commissione Finanze e Tesoro
Presidente: Senatore Mauro Maria Marino


“Indagine conoscitiva sugli Organismi della fiscalità e sul rapporto tra Contribuenti e Fisco”


Commissione Finanze: Finalità dell’indagine conoscitiva:
La Commissione Finanze e tesoro del Senato ha deliberato all'unanimità, con il pieno assenso del Governo, di svolgere un'indagine conoscitiva sugli organismi della fiscalità e sul rapporto tra contribuenti e fisco.
L'indagine conoscitiva è finalizzata a conoscere le problematiche di carattere gestionale e organizzative dell'intero settore della fiscalità, sia dal punto di vista degli organismi pubblici che svolgono funzioni di carattere tributario, sia dal punto di vista dei soggetti che svolgono l'attività di consulenza e tutela dei contribuenti; di converso, le stesse questioni si pongono dal punto di vista dei contribuenti nel momento di cui l'assolvimento dell'obbligazione tributaria impone adempimenti e obblighi, per i quali è necessaria un'attenta verifica dell'opportunità, dell'utilità e dell'adeguatezza.
Infine, la Commissione ritiene di poter cogliere l'occasione per valutare proposte e opinioni nello
specifico campo del contrasto dei fenomeni evasivi ed elusivi.
Si tratta di argomenti che trovano già una puntuale definizione nelle disposizioni previste dal disegno di legge Atto Senato n. 1058, "Delega al governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita", nel testo approvato dalla Camera dei deputati e in corso di esame presso il Senato.
L'orientamento è quello di procedere in maniera parallela, dando comunque priorità alla conclusione dell'iter del disegno di legge; non può sfuggire, peraltro, il rilievo della procedura informativa anche in relazione all'esame che la Commissione dovrà svolgere degli schemi di decreto legislativi attuati della delega stessa.
Ovviamente, l'ampiezza delle questioni consente a ciascuno dei soggetti auditi di sottolineare le problematiche di specifico interesse, rimanendo in capo alla Commissione la responsabilità e l'onere di un lavoro di sintesi e contemperamento delle stesse nell'ottica dell'interesse generale.
Nella convinzione di potere contare sulla disponibilità a realizzare un lavoro istruttorio all'altezza della rilevanza delle questioni citate, si assicura la massima collaborazione all'ascolto delle istanze e delle osservazioni che saranno acquisite nel corso dell'indagine conoscitiva in parola.
L’Audizione della delegazione dell’ANTI, guidata dal Presidente Mario Boidi, ha avuto luogo il 5 febbraio 2015 alle ore 14,30.
Nella stessa tornata di audizioni sono stati sentiti anche: il Ministro dell’Economia e delle Finanza, la Banca d’Italia, la Confindustria, il Commissario Cottarelli, i Sindacati ed alcune associazioni professionali.

pdf XXXII Congresso Nazionale - Milano, 21/11/2013

A.N.T.I. - XXXII Congresso Nazionale

Milano, 21 novembre 2013

 

L’A.N.T.I. ha dedicato il suo XXXII Congresso, che si è tenuto a Milano il 21 novembre scorso, ad un tema di grande interesse ed attualità: “Stato di Diritto e Stato Sociale nell’attuale esperienza fiscale”.

 

Ha aperto i lavori il Presidente Mario Boidi , il quale, dopo aver rilevato i differenti aspetti di un problema particolarmente sentito e di grande attualità, ed i cui provvedimenti legislativi hanno - nei tempi recenti - certamente inciso sulle abitudini, sui redditi e sui comportamenti degli italiani. ha dato la parola agli oratori, esperti di discipline giuridiche e tributarie, per le loro riflessioni sul tema del difficile equilibrio tra lo Stato di Diritto e lo Stato Sociale.

 

Nel corso della sessione del mattino, dedicata allo Stato di Diritto, sono intervenuti i Professori: Gianni Marongiu; (dell’Università di Genova) e Gianfranco Gaffuri ( dell’Università di. Milano ) che hanno affrontato, rispettivamente, il tema della “produzione delle regole” e quello del “procedimento di accertamento”.

 

Sono poi intervenuti i professori: Massimo Basilavecchia ( Università di.Teramo ); su “la fase della riscossione e rimborso”, Francesco Tesauro (Milano-Bicocca ) su “la fase giudiziale” e quindi il prof. Guglielmo Fransoni (dell’Università di. Foggia ) ha affrontato il tema della “libertà economica e diritti sociali”.

 

In chiusura della prima parte dei lavori poi, hanno portato il loro contributo gli onorevoli Maurizio Leo e Ivano Strizzolo. Quest’ultimo, inoltre, ha riferito di essere portatore di un messaggio personale del senatore Mauro Marino – Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato - ( impossibilitato a partecipare ai lavori, perchè impegnato con la discussione sulla legge di stabilità ). Messaggio con il quale, il sen Marino,oltre a voler dare atto del suo apprezzamento circa l’attività ed il ruolo dell’ANTI , ha auspicato un prossimo incontro con i vertici dell’Associazione per esaminare e valutare ogni possibile collaborazione.

 

Nel pomeriggio, nella Sessione dedicata allo Stato Sociale, le relazioni sono state svolte dai professori: Enrico Marello,(dell’Università di Torino) e Dario Stevanato (della Università di Trieste); sulla “esperienza penal-giudiziaria” e “sull’imposta per la persona ed il lavoro” Il professore Maurizio Logozzo ( della Cattolica Sacro Cuore) ha quindi affrontato il tema della “famiglia nell’ordinamento tributario” mentre il dott. Roberto Lunelli Vice Presidente Nazionale dell’ A.N.T.I, ha chiuso gli interventi sviluppando quello dell’ “imposta sull’ambiente”.

 

Ai lavori hanno partecipato, con particolare interesse, numerosi professionisti (che hanno poi richiesto l’accredito) e molti soci ANTI con il Presidente Boidi ed i Vice Presidenti Berliri e Lunelli. Inoltre, il Segretario Generale Sera, il Tesoriere Barranco di Valdivieso ed i Presidenti delle Sezioni: Sardegna, Lombardia, Sicilia Occidentale, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Calabria, Puglia, Piemonte, Valle d’Aosta, Marche e la sezione provinciale di Como.

 

Per le conclusioni finali, ha preso la parola il Prof.Francesco Moschetti (dell’Università di Padova) il quale, dopo un’ampia disamina di quanto oggetto dei vari interventi, ha dato notizia che le relazioni al Congresso –considerato il loro particolare interesse- formeranno oggetto di una nuova pubblicazione curata dall’ANTI. Il prof. Moschetti ha poi ricordato ai partecipanti l’opportunità offerta loro di poter presenziare, il giorno successivo, alla “VI Conferenza della Commissione Affari Professionale della CFE” sul tema: “Change of climate in taxation: are you prepared for estended responsabilies ? “ Un tema che, in un momento di confronto sull’estensione del concetto di abuso del diritto, anche a livello internazionale e comunitario, diviene importante da approfondire, anche quale indicazione di maggiore responsabilità per i contribuenti ed i rispettivi consulenti fiscali.

 

 

pdf Comunicato Stampa - Convegno "Crisi d'impresa e Trust" 30/7/2013

Oltre trecento tra commercialisti, avvocati e notai, provenienti da tutta la Lombardia, ma anche da diverse altre regioni, hanno partecipato al convegno " Crisi d'impresa e Trust ", tenutosi lo scorso 18 c.m. ed organizzato dalla delegazione Lombarda di Brescia, con il coordinamento del notaio Dott. Gianmatteo Rizzonelli. Il convegno ha trattato il tema del trust e le sue applicazioni alle imprese in crisi ed ha avuto come relatori il prof. Giorgio De Nova dell'Università degli Studi di Milano, il prof. Marco Arato dell'Università di Genova, il prof. Alberto Jorio dell'Università di Torino ed il prof. Giuseppe Corasaniti dell'Università degli Studi di Brescia.Il Prof. Gianfranco Gaffuri, già docente presso l'Università degli studi di Milano e Presidente dell'ANTI Lombardia, ha coordinato i lavori del Convegno ricco per le approfondite ed accattivanti relazioni svolte dagli illustri docenti e per gli interventi dei presenti.È questo il secondo convegno che la delegazione in formazione a Brescia organizza con successo e gli atti del convegno saranno pubblicati in una delle prossime edizioni del Libro Verde edito dall’ANTI.

 

O.Angeretti
Segretario
ANTI regione Lombardia

pdf Comunicato Stampa - Presentazione della nuova Delegazione di Brescia 19/7/2012

Nel quadro dell’attività volta all’approfondimento delle attuali ed incisive tematiche fiscali, la Sezione ANTI della Lombardia, presieduta dal prof. Gianfranco GAFFURI, in occasione della presentazione della Delegazione di Brescia, ha organizzato un convegno su “La fiscalità del Trust”.

 

La Cerimonia di costituzione, cui farà seguito il Convegno, avrà luogo il giorno 19 luglio alle ore 14, presso il “Museo Mille Miglia” in Viale della Bornata a Santa Eufemia - Brescia.

 

Ad accogliere i nuovi Soci Anti sarà presente il prof. Mario BOIDI, Presidente Nazionale ed il dott. Osvaldo ANGERETTI, Segretario della Sezione. I Vicepresidenti dott. Roberto LUNELLI, prof. avv. Vito BRANCA e l’avv. Claudio BERLIRI hanno preannunciato la loro presenza.

 

A nome dei nuovi Soci, che costituiranno la Delegazione bresciana, interverranno il dott. Giammatteo Rizzonelli e il dott. Antonio Senesi, i quali, anche a nome degli altri presenti, oltre a esprimere il vivo compiacimento per la costituzione del nucleo bresciano, indicheranno i progetti e le iniziative culturali future, nel quadro dell’attività istituzionale svolta dall’ANTI lombarda.

 

Sul tema del Convegno, dopo gli indirizzi di saluto dei rappresentanti degli Ordini professionali e del prof. BOIDI, seguiranno le relazioni sui vari aspetti della fiscalità del trust.

 

Il prof. GAFFURI, prenderà in esame gli aspetti della recente evoluzione normativa, mentre il prof. Giuseppe CORASANITI affronterà il tema del trattamento fiscale in caso di beneficiari individuati e non.

 

Quindi il prof. Giuseppe MARINO esaminerà il caso dei trust senza beneficiari individuati, mentre il dott. Giuseppe MALINCONICO, dell’Agenzia delle Entrate, esaminerà gli aspetti dell’individuazione dei beneficiari tra interposizione e controllo.

 

Seguirà il dibattito.

 

 

NOTA INFORMATIVA

L’A.N.T.I. − Associazione Nazionale Tributaristi Italiani, costituita il 13 giugno 1949, è una libera associazione, interprofessionale, con personalità giuridica, senza scopo di lucro, alla quale aderiscono cattedratici, studiosi, cultori del diritto tributario e professionisti, questi ultimi con almeno cinque anni di anzianità nei rispettivi Albi. All’ANTI si può accedere esclusivamente per invito.

 

L’ANTI è articolata in sezioni regionali, dislocate nelle città capoluogo, e in delegazioni provinciali.

 

Nei suoi oltre sessanta anni di storia, l’ANTI ha avuto illustri Presidenti quali: Giovanni Battista Adonnino, Ernesto D’Albergo, Epicarmo Corbino, Ignazio Manzoni, Victor Uckmar, Giuseppe De Angelis, ed attualmente è presieduta dal prof. Mario Boidi.

 

E’ stata uno dei soci fondatori, ed è membro effettivo, della “Confédération Fiscale Européenne - C.F.E.”, con sedi a Parigi e Bruxelles, costituita nel 1959, ed alla quale sono iscritte le organizzazioni nazionali di 21 Stati della Comunità Europea e non.

 

La CFE, che nell’anno 2004 è stata presieduta dal prof. Mario Boidi, è l’unica organizzazione accreditata in materia fiscale presso la Commissione Europea.

 

I fini istituzionali dell’ANTI sono: promuovere studi e ricerche nel campo del diritto tributario, cooperare con l’Amministrazione Finanziaria per la migliore interpretazione ed applicazione delle norme tributarie, divulgare la conoscenza della normativa fiscale, adoperarsi perché sia sempre garantita la tutela dei contribuenti.

 

L’ANTI svolge questi compiti mediante incontri di studio, convegni e pubblicazioni, per approfondire le tematiche fiscali, sotto il profilo scientifico, ma attenta anche alle applicazioni professionali, sottolineando la rilevanza di quei processi di globalizzazione che fanno parte del nuovo scenario competitivo, coinvolgente la fiscalità sia nazionale sia internazionale. In questo quadro tiene, altresì, contatti con Governo e Parlamento collaborando, quando richiesto, allo studio ed alla formazione delle leggi.

 

Oltre alla presenza sulla stampa specializzata, l’ANTI edita la Rivista NEOTERA e pubblica un Focus mensile sul quotidiano economico ILSOLE 24ORE.

 

 

 

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